Do 12.03.26
20:00
Dekadenz Jazz Reinier Baas, Joris Roelofs (NL) Musik, Jazz

Ein Aufeinandertreffen zweier prägender Figuren des niederländischen Jazz und der Improvisationsmusik: Gitarrist Reinier Baas, „ein atemberaubend talentierter Gitarrist“ (Jazzism), und Bassklarinettist Joris Roelofs, der über ein Jahrzehnt das Jazz Orchestra of the Concertgebouw prägte. Die beiden arbeiten seit Jahren zusammen – etwa auf Baas’ Alben „Relief Party“ oder „Reinier Baas vs. Princess Discombobulatrix“ – doch im Duo treten sie nur selten auf. Auf dem Programm stehen Stücke von Lieblingskomponisten wie Misha Mengelberg, Thelonious Monk oder Duke Ellington, ergänzt durch Eigenkompositionen und ungewöhnliche Fundstücke. Das Ergebnis: Musik mit hohem Risiko-Faktor – zugleich klangschön, überraschend und manchmal sogar tanzbar.

Un incontro raro tra due figure di spicco del jazz e dell’improvvisazione olandesi: il chitarrista Reinier Baas, definito da Jazzism «un chitarrista di straordinario talento», e il clarinettista basso Joris Roelofs, per oltre un decennio colonna portante della Jazz Orchestra of the Concertgebouw. I due collaborano da anni, come testimoniano gli album Relief Party e Reinier Baas vs. Princess Discombobulatrix, ma si esibiscono raramente in duo.
In programma brani dei loro compositori preferiti, come Misha Mengelberg, Thelonious Monk e Duke Ellington, insieme a composizioni originali e curiosità inattese. Una musica ad alto tasso di rischio, al tempo stesso affascinante, sorprendente e, a tratti, persino ballabile.

Reinier Baas: Gitarre

Joris Roelofs: Bassklarinette

Do 26.03.26
20:00
Norberts Choice: Awen (IT) Ascolta Musik, Jazz

Awen – gälisch für „Inspiration“ – steht für ein Trio, das der Frage nachgeht, was wir „Wurzel“ nennen: jene kulturelle Herkunft, die in uns weiterklingt. Welche Tradition tragen wir in uns, und wie lässt sich dieser Ursprung musikalisch sichtbar machen? Aus ihrer Faszination für die keltische Welt heraus wendet sich die Gruppe alten gälischen Liedern zu – Arbeitsgesängen, Balladen, Ritualmusik – und öffnet sie für Improvisation und neue Klangräume.

So entsteht eine Musik, die zwischen Überlieferung und Freiheit, Vergangenheit und Gegenwart schwebt. Die gemeinsame Basis des Trios liegt in den Laboratori Permanenti di Ricerca Musicale von Stefano Battaglia an der Siena Jazz University, wo sich Sängerin Natalia Rogantini, Gitarrist Giacomo Zanus und Pianist Stefano Battaglia künstlerisch fanden.

Awen è una parola gaelica che significa “ispirazione” ed è il nome di un trio nato all’interno dei Laboratori Permanenti di Ricerca Musicale di Stefano Battaglia presso la Siena Jazz University. È qui che la cantante Natalia Rogantini, originaria della Valchiavenna, il chitarrista trevigiano Giacomo Zanus e lo stesso Battaglia al pianoforte hanno intrapreso un percorso comune.

Il progetto ruota attorno alla domanda sulla “radice”: da dove veniamo, quale tradizione portiamo con noi e come la musica può renderla visibile? Affascinati dalla cultura celtica, i tre interpretano antichi canti in lingua gaelica – canti di lavoro, ballate, rituali. Tra improvvisazione libera e scrittura di tipo liederistico nasce una musica sospesa fra tradizione e libertà, evocazione e contemporaneità.

Natalia Rogantini: Gesang

Stefano Battaglia: Piano, Perkussion

Giacomo Zanus: Gitarre, Elektronik

Do 16.04.26
20:00
Dan Kinzelman (IT | US) UNFALL Jazz

UNFALL versteht sich als „ökologisches“ Musikprojekt: Recycling von Klängen, Instrumenten und Technik, die eigentlich ausgedient haben. Die fünf Musiker bewegen sich zwischen Improvisation, Elektroakustik, Free Jazz, Blasmusik und Minimalismus. Die Stücke sind nur teilweise festgelegt. Fehler, Zufall und technische Grenzen werden zum Motor. Jedes Konzert entsteht neu!

UNFALL si presenta come un progetto «ecologico»: un riciclo musicale di suoni, strumenti e tecnologie ormai obsoleti. Il quintetto esplora l’incontro fra improvvisazione, elettroacustica, free jazz, dixieland, musica da banda e minimalismo – ricomposti con le tecniche della musique concrète e ispirati ai cut-up di William Burroughs.

Il debutto discografico (Kohlhaas, febbraio 2025) nasce da residenze tra Toscana e Umbria ed è stato rielaborato da Renato Grieco attraverso registrazioni su nastro e vinile, manipolazioni fisiche, sintesi modulare e field recordings.

Le strutture musicali sono solo parzialmente definite, e spesso i limiti tecnici e fisici rendono impossibile un’esecuzione «corretta». Proprio in questa tensione tra controllo e caos, disciplina e gioco, l’errore diventa motore creativo: ogni concerto è un processo irripetibile, sospeso tra rischio, sperimentazione e meditazione.

Mirco Rubegni: Trompete, Horn, Perkussion

Manuele Morbidini: Altsaxophon, Perkussion

Dan Kinzelman: Tenorsaxofon, Klarinette, Flöte, Perkussion

Rossano Emili: Baritonsaxofon, Bassklarinette, Perkussion

Renato Grieco: Elektronik

Foto: Valentina Tomassin

Do 30.04.26
20:00
Niklouds 4tet (AT | BR) Resilience Jazz

Mit Resilience bringt das Niklouds 4tet um Saxophonist und Komponist Nikolaus Holler frischen Wind in den zeitgenössischen Jazz. Zwischen Melodie und Experiment, Improvisation, Lo-Fi- und Hip-Hop-Beats sowie klaren Strukturen entsteht eine energiegeladene, farbenreiche Musik. Nach einer erfolgreichen Solo-Phase gründete Holler mit Simon Raab, Tobias Vedovelli und Matheus Jardim ein Quartett mit eigener Klangsprache – virtuos, emotional und voller Drive.

Con l’album Resilience, il Niklouds 4tet, guidato dal sassofonista e compositore Nikolaus Holler, porta una ventata di novità nel jazz contemporaneo. Il sound si muove tra melodia ed esplorazione, passaggi improvvisati, beat lo-fi ispirati all’hip hop e strutture composte, dando vita a una musica virtuosistica, energica e al tempo stesso ricca di colori ed emozioni.

Dopo una fortunata carriera solista nel campo del lo-fi/hip hop – con oltre dodici milioni di ascolti in streaming – Holler ha sentito il bisogno di tornare a suonare in una band. Insieme a Simon Raab, Tobias Vedovelli e Matheus Jardim ha fondato un quartetto che ha sviluppato un linguaggio tutto suo. L’ORF ha definito Resilience «un album jazz libero, convincente per versatilità e profondità», mentre il sassofonista Jure Pukl ha affermato: «Nik è un sassofonista e compositore da tenere d’occhio, pieno di colori, emozioni ed energia trascinante».

Nikolaus Holler: Komposition, Holzblasinstrumente

Simon Raab: Piano

Matheus Jardim: Schlagzeug

Tobias Vedovelli: Kontrabass

Foto: Ece Karatas

Do 28.05.26
20:00
Marco Centasso (IT | TN) Um/Welt Jazz

Um/Welt ist das neue Projekt des venezianischen Kontrabassisten Marco Centasso, inspiriert vom Umwelt-Begriff Jakob von Uexkülls: Jede Wahrnehmung erschafft ihre eigene Welt. Das Quartett verbindet Kontrabass, Saxofon, Bassklarinette, Stimme und Oud mit Live-Elektronik zu einem ständig wandelnden Klangraum. Texte in mehreren Sprachen eröffnen poetische Bilder. Eine immersive Live-Erfahrung zwischen Jazz, Elektronik und mediterranen Einflüssen.

Um/Welt è il nuovo progetto del contrabbassista e compositore veneziano Marco Centasso, ispirato al concetto di Umwelt del biologo Jakob von Uexküll: ogni essere vivente crea il proprio mondo percependolo e trasformandolo.

Il quartetto unisce suoni acustici ed elettronici – contrabbasso, sax e clarinetto basso, voce e oud si fondono con l’elettronica live in un paesaggio sonoro in continua evoluzione. Testi in inglese, arabo e lingue inventate evocano immagini poetiche: pianeti in collisione, deserti animati, ninne nanne di mondi postumani.

La musica attinge a jazz, elettronica e influenze mediterranee, e dal vivo si trasforma in un’esperienza immersiva e visionaria. L’album di debutto è uscito a maggio 2025 per Parco della Musica Records.

Marco Centasso: Kontrabass, Komposition

Sarra Douik: Gesang, Oud

Manuel Caliumi: Saxofon, Bassklarinette

Riccardo Sellan: Live-Elektronik

Foto: Damiano Andreotti

 

Do 11.06.26
20:00
Fussy, Dillier, Schwarz Other:M:other (AT | CH) Jazz

Das Trio Other:M:other verbindet akustische und elektronische Klänge zu einer eigenständigen Mischung aus experimentellem Jazz, Klangforschung und clubnahen Beats. Judith Schwarz, eine der markantesten Percussion-Stimmen Österreichs, trifft auf den Modular-Synthesizer von Arthur Fussy und den Schweizer Improvisationspianisten Jul Dillier. Aus Mustern, Klangexperimenten und freier Improvisation entsteht eine rohe, energiegeladene Musik voller Überraschungen.

Il trio Other:M:other, composto da Judith Schwarz, Arthur Fussy e Jul Dillier, fonde suoni acustici ed elettronici in una originale e avvincente alchimia sonora. Schwarz è una delle voci percussive più distintive del panorama austriaco, Fussy è un ricercatore di suoni al sintetizzatore modulare e Dillier è un pianista versatile dell’improvvisazione proveniente dalla Svizzera. Da pattern percussivi, esperimenti timbrici e improvvisazioni libere nasce una musica che a tratti richiama il jazz sperimentale e a tratti i beat da club.

Con un organico inusuale, grande gioia nel suonare e apertura mentale, la band attraversa generi e stili diversi, sviluppando un linguaggio sonoro inconfondibile, grezzo, energico e pieno di sorprese.

Arthur Fussy: Modularsynthesizer

Jul Dillier: präpariertes Klavier

Judith Schwarz: erweitertes Schlagzeug

Foto: Ralph Kuehne

 

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